Approfittiamo di questa crisi per prendere coscienza di quattro verità, semplici ma troppo spesso dimenticate:
1) chiunque, lasciato libero di agire, non guarda in faccia nessuno per conseguire i propri interessi, anche a scapito di quelli dei propri discendenti;
2) l'umanità può sopravvivere soltanto se tutti si rendono conto che vale la pena di comportarsi meglio degli altri;
3) il lavoro, di ogni tipo, soprattutto con finalità altruistiche, è la sola giustificazione dell'appropriazione di ricchezze;
4) il tempo è l'unica risorsa veramente scarsa; ogni attività che contribuisce ad aumentarne la disponibilità e ad attribuirgli la sua pienezza deve essere molto ben remunerata.
Se questa crisi può avere aiutato ognuno di noi a com prendere meglio tali verità, che vanno ben al di là del mondo della finanza, il male sarà stato, ancora una volta, fonte di bene; la trasgressione sarà stata origine del con trollo. Diventerà anche possibile sperare in un mondo d'abbondanza, dove i mercati non saranno che una del le componenti efficaci e non più, come oggi, i padroni assoluti.
Un mondo dove le sole crisi saranno quelle della vita privata con i suoi dispiaceri e le sue gioie, le sue rassicu ranti routine e le sue gloriose sorprese.
tratto dal libro "la crisi, e poi?" di Jacques Attali
Nessun commento:
Posta un commento