1 - Taglio dai costi politici. Una camera di 400 parlamentari al posto di 2 per 1000 , 12 regioni molto piu autonome delle attuali al posto delle attuali 20, abolizione totale di province e prefetture con l'istuttuzione di una polizia locale regionale, dimezzameno dei comuni dagli attuali 8100 a non piu di 4000
2 - Liberalizzazioni delle professioni con l'abolizione del valore legale del titolo ed istituzione di ordini professionali obbligatori e competitivi. Ad esempio ipotizziamo l'attivita medica sarà filtrata ad esempio da 3 ordini dei medici distinti ed un medico dovrà essere iscritto ad uno degli ordini pagando l'iscrizione e l'ordine si farà carico del'80% dei danni che verranno imputati al lavoro di quel medico.
3 - Tassare le attività imprenditoriali delle chiese e dei patrimoni che non siano le chiese di pubblico accesso.
4 - Disciplinare e tassare la prostituzione come altri paesi gia fanno.
5 - Disciplinare e statalizzare la vendita delle droghe.
6 - Spesa previdenziale ridotta aumentando i controlli per evitare le truffe come i falsi invalidi, abbattere la pensione di reversibilità mettendo un tetto di 1.500 € e legando agli anni di convivenza col de cuius ad esempio per ogni anno di convivenza 5% di copertura
7 - Riduzione della spesa sanitaria per i non cittadini che dovranno tornare nel loro paese per le cure oppure devono diventare contribuenti come i cittadini con assicurazioni private che coprano i costi
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Ma lo scenario di fondo è un altro, è più ampio. E’ che siamo non in una crisi di ciclo, bensì di sistema. Di un sistema che sta per esplodere. Questo governo che sceglie di far quadrare il bilancio con una manovra di 68 miliardi scaricati però quasi interamente sul 2013 e sul 2014, e un’opposizione che sostanzialmente la accetta, e una UE e BCE che non insorgono, nonostante lo scarico differito sia palesemente una furbata irrealistica, perché nessun governo riuscirebbe a reggere un paese sottoposto a quei tagli – tutti questi fattori significano una cosa molto chiara: governo, opposizione, sindacati, UE, BCE, prevedono che di qui al 2013 la situazione cambierà tanto radicalmente, che quegli irrealistici impegni saranno semplicemente superati, che non si dovrà rispettarli. che quindi non serve nemmeno trovare idonee fonti per pagare il debito pubblico – cosa che si sa impossibile, e non solo per l’Italia. Per ora, per l’anno corrente e il prossimo, si tratta soltanto di far quadrare formalmente i bilanci, per mantenere una certa calma e governabilità, in attesa dello sconquasso che porrà fine a tutte le finzioni.
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