lunedì 27 giugno 2011

Dal valore legale al valore reale

Un sistema di prestiti per finanziare gli studi universitari in Italia
Istituto Einaudi per l’Economia e la Finanza – Einaudi Institute for Economics and Finance



Per uno studente, l’investimento in istruzione universitaria è considerevole, ha un elevato rendimento atteso ma un’alta rischiosità e, a differenza degli investimenti di un’impresa, non produce beni patrimoniali che possano esser forniti a garanzia del credito; esso è inoltre caratterizzato da un rendimento privato che è  verosimilmente inferiore al suo rendimento sociale. In queste condizioni la teoria economica suggerisce che, in assenza di mercati assicurativi perfetti, l’investimento in istruzione universitaria possa essere  minore di quanto sarebbe ottimale dal punto di vista sociale: è perciò giustificato che lo Stato intervenga per assicurare una parte del rischio che esso comporta e per sussidiarne il costo. Inoltre, fornire agli studenti la possibilità di finanziare l’accesso all’università aumenta la loro capacità di scelta e può esercitare una pressione concorrenziale sull’offerta di istruzione, contribuendo ad aumentarne la qualità. Allo stesso tempo, la disponibilità di finanziamenti può rappresntare l’occasione per una differenziazione delle tasse universitarie (magari selettiva e soggetta a vincoli), presupposto cruciale  per l’instaurarsi di un reale meccanismo concorrenziale tra le università. Infine, la necessità di soddisfare i requisiti necessari per ottenere il credito necessario agli studi  universitari può fornire un incentivo ulteriore all'impegno 

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