La nuova economia del nostro tempo è sicuramente capitalista, ma di un capitalismo di nuovo genere: dipende dall'innovazione come fonte di crescita della produttività; dai mercati finanziari globali legati da reti di computer, i cui criteri di valutazione sono influenzati da turbolenze dell'informazione; dalla retificazione della produzione e della gestione, internamente quanto esternamente, localmente quanto globalmente; e da una forza lavoro che è flessibile e adattabile. I creatori di valore devono essere autoprogrammabili e capaci di elaborare autonomamente informazioni trasformandole in conoscenza specifica. I lavoratori generici, ridotti al ruolo di esecutori, devono essere pronti ad adattarsi ai bisogni dell'impresa a rete, altrimenti vengono rimpiazzati da macchine o da forze lavoro alternative.
In questo sistema, oltre alla permanenza dello sfruttamento in senso tradizionale, la questione chiave per la forza lavoro è la segmentazione in tre categorie:
- quelli che sono fonte di innovazione e valore
- quelli che sono semplici esecutori di istruzioni
- quelli che sono strutturalmente irrilevanti
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