Partendo dalle percentuali delle "Le regioni del rugby"
27,2% - Veneto
16,6% - Lombardia
13,6% - Emilia
10,0% - Lazio
8,7% - Toscana
4,7% - Sicilia
si possono fare alcune riflessioni:
1) Il VENETO è sovrarappresentato. Lo scorso anno in eccellenza erano presenti 4 team veneti: Petrarca, Rovigo, Mogliano, Veneziamestre oltre alla Benetton in celtic ed era troppo per il 27% del peso italiano, per i suoi 5.000.000 di abitanti e per i suoi 10.000 tesserati. La finale tutta veneta forse non è giustificata anche se il vincitore è certamente meritato e certamente è giusto aver perso il Veneziamestre portando al più giusto rapporto di 3 squadre venete in eccellenza e tali dovrebbero restare.
2) La LOMBARDIA è molto sottorapresentata. Lo scorso anno in eccellenza non erano presenti team lombardi e solamente il team Aironi in celtic finito all'ultimo posto. Il ritorno del Calvisano rappresenta l'inizio del riequilibrio rappresentativo che dovrà vedere l'arrivo di un nuovo team lombardo in eccellenza e se fosse il Grande Milano sarebbe un risultato piu promettente per il futuro del rugby italiano. Il team celtico Aironi dovrà migliorare i risultati e raggiungere il più ampio bacino di pubblico milanese. La Lombardia pesa per il 17% ma con i suoi 10.000.000 di abitanti ed i 13.000 tesserati rappresenta il futuro di questo sport a livello italiano. Lo sviluppo è a Nord-Ovest che con Lombardia, Piemonte e Liguria ed i 16 miloni di abitanti che le abitano.
sabato 15 ottobre 2011
giovedì 13 ottobre 2011
Le regioni del rugby
Attribuendo i millesimi alle oltre 80 squadre che rappresentano il meglio del movimento rugby-stico italiano si può ricavare una mappa significativa.
100 punti alle 2 squadre di Celtic league
200 punti alle 10 squadre di Eccellenza
300 punti alle 25 squadre di Serie A
400 punti alle 48 squadre di Serie B
L'82% del rugby italiano si concentra in queste 6 regioni:
27,2% - Veneto con 20 squadre
16,6% - Lombardia con 12 squadre
13,6% - Emilia con 12 squadre
10,0% - Lazio con 11 squadre
8,7% - Toscana con 7 squadre
4,7% - Sicilia con 4 squadre
100 punti alle 2 squadre di Celtic league
200 punti alle 10 squadre di Eccellenza
300 punti alle 25 squadre di Serie A
400 punti alle 48 squadre di Serie B
L'82% del rugby italiano si concentra in queste 6 regioni:
27,2% - Veneto con 20 squadre
16,6% - Lombardia con 12 squadre
13,6% - Emilia con 12 squadre
10,0% - Lazio con 11 squadre
8,7% - Toscana con 7 squadre
4,7% - Sicilia con 4 squadre
domenica 9 ottobre 2011
Politica aperta e trasparente
Nella società dell'informazione la politica deve essere completamente aperta e trasparente.
La produzione di dati a costi sempre minori ed in quantità sempre maggiori richiede un'elaborazione precisa ed accurata. L'attuale struttura politica che promuove valori come libertà, fratellanza e rispetto reciproco finiscono in bolle di frasi vuote e prive di significato. La rete detesta la chiacchiera nel senso che le parole prive di significato finiscono nell'irrilevanza mentre le sintesi ed i dati elaborati con precisioni diventano rilevanti e validi per miliardi di persone. Senza la rete migliaia di persone potevano nei rispettivi ambiti sostenere false verità con un gruppo ristretto di "creduloni" mentre con la rete un semplice ed accurato studio può smentirli tutti simultaneamente. La rete premia quei gruppi, organizzazioni e singoli individui che promuovono informazioni esatte con modalità trasparente premiandoli con la rilevanza.
sabato 8 ottobre 2011
Con quasi 130.000 voti, l’8,9%, il Partito Pirata ha ottenuto 15 seggi e il suo miglior risultato di sempre in un’elezione locale.
Il Partito Pirata si batte per una riforma delle leggi sul copyright e ha una base formata da attivisti (con un’altissima percentuale di giovani) nel settore di internet e dell’informazione.
domenica 2 ottobre 2011
Democrazia diretta
L’unico modo per riportare i cittadini alla Politica (la P maiuscola non è casuale) sta in una grande operazione culturale che faccia prendere coscienza gli italiani del fatto che devono uscire da uno stato di sudditanza demotivante e rassegnata per passare ad un maturo ruolo di cittadino che riprende in mano il suo futuro grazie alla democrazia diretta intesa come insieme di strumenti per interagire con l’amministrazione pubblica.
Dove c’è la democrazia diretta - ci sono studi che lo confermano - i cittadini sono più sereni, più consapevoli e più documentati su ciò che riguarda la vita politica del loro paese: addirittura risulta che la maggior condivisione porta a tangibili benefici in campo economico.
Dove c’è la democrazia diretta - ci sono studi che lo confermano - i cittadini sono più sereni, più consapevoli e più documentati su ciò che riguarda la vita politica del loro paese: addirittura risulta che la maggior condivisione porta a tangibili benefici in campo economico.
venerdì 30 settembre 2011
giovedì 8 settembre 2011
L' abolizione delle province è solo l'inizio
Per chi fosse contrario all'abolizione delle province ed accampasse inutili motivazioni antisoppressione gli consiglio di farsi un giro in Valle d'Aosta ed in Trentino Alto Adige dove non sono mai esistiti 2 organi intermedi. In valle d' Aosta non esiste la provincia e la regione fa tutto. In trentino di fatto non esiste la regione che tale si chiama l'unione delle due province Trento e Bolzano e quindi le province fanno tutto. A mio avviso un solo ente tra provincia e regione è decisamente meglio di due oltre a costare di meno ed in queste zone se ne riscontra l'esempio evidente.
Ma questo passo inevitabile è solo un pezzo del percorso che dovremmo fare quanto prima per far corrispondere le risorse sempre più finite ai bisogni delle nostre esistenze. Osservando gli attuali livelli politici se ne contano ben sei:
- Parlamento europeo
- Camera
- Senato
- Regione
- Provincia
- Comune
Tutti questi livelli sono considerati ormai troppi da tutti e quel che piu conta è che assorbono troppe risorse e cioè il 50% circa dei flussi generati dalla comunità.
L'euro ha cambiato per sempre le nostre organizzazioni sociale ed ora dovremo riorganizzarci tutti tenendo ben presente questo fattore epocale. Per quanto mi riguarda credo che 4 siano i livelli in cui riorganizzare tutte le strutture sociale ed a ciascun livello ho anche associato il peso economico che ritengo opportuno:
- Famiglia 60%
- Comune 24%
- Regione 10%
- EuroGruppo 6%
I livelli Famiglia e Comune sono di facile comprensione mentre la rivoluzione è l'assegnazione a questi due dell'84% delle risorse complessive. Col termine Regione non intendo le semplici regioni attuali ma una nuova riorganizzazione di quest'organo che deve essere intermedio tra il Comune e l'eurogruppo.
Col termine Erurogruppo intendo l'insieme dei territori che adottano l'euro e questi dovranno gestire in modo unitario le seguenti 4 funzioni:
- Finanze
- Giustizia
- Esteri
- Difesa
Ma questo passo inevitabile è solo un pezzo del percorso che dovremmo fare quanto prima per far corrispondere le risorse sempre più finite ai bisogni delle nostre esistenze. Osservando gli attuali livelli politici se ne contano ben sei:
- Parlamento europeo
- Camera
- Senato
- Regione
- Provincia
- Comune
Tutti questi livelli sono considerati ormai troppi da tutti e quel che piu conta è che assorbono troppe risorse e cioè il 50% circa dei flussi generati dalla comunità.
L'euro ha cambiato per sempre le nostre organizzazioni sociale ed ora dovremo riorganizzarci tutti tenendo ben presente questo fattore epocale. Per quanto mi riguarda credo che 4 siano i livelli in cui riorganizzare tutte le strutture sociale ed a ciascun livello ho anche associato il peso economico che ritengo opportuno:
- Famiglia 60%
- Comune 24%
- Regione 10%
- EuroGruppo 6%
I livelli Famiglia e Comune sono di facile comprensione mentre la rivoluzione è l'assegnazione a questi due dell'84% delle risorse complessive. Col termine Regione non intendo le semplici regioni attuali ma una nuova riorganizzazione di quest'organo che deve essere intermedio tra il Comune e l'eurogruppo.
Col termine Erurogruppo intendo l'insieme dei territori che adottano l'euro e questi dovranno gestire in modo unitario le seguenti 4 funzioni:
- Finanze
- Giustizia
- Esteri
- Difesa
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